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16.04.2009 - 22:43: Riflessioni di un Italiano che vive all' estero | Quote Quote

Ho seguito molto da vicino la tragedia del terremoto nell' Abbruzzo guardando molte trasmissioni televisive Italiane e leggendo molti articoli scritti sia su giornali Italiani che stranieri Italiani ed ho piano, piano subito una lenta metamorfosi di certi miei pensieri ed opinioni che ha trasformato il mio pessimismo in un cauto ottimismo per il nostro futuro ed ora, contrariamente alla tendenza nazionale per la autodenigrazione e per l' esterofilia, ho un concetto piú positivo verso il nostro nazionale modo di essere.
Per quel che riguarda il terremoto, e dopo aver sentito i numerosi esperti, la conclusione è che questo terremoto è stato di una magnitudo molto, molto alta e che le persone scomparse avrebbero potuto essere migliaia. Sono crollati quegli edifici o case di costruzione antica (che sono quelli dove ci sono state il maggior numero di vittime), come anche parte di quelli costruiti nella nostra epoca ma non concepiti con i regolamenti antisismici del 1970 e vari edifici o case costruite dopo il 1970 e apparentemente in regola con detti regolamenti mentre hanno resistito bene quelli che rispondevano pienamente alle regole.
Se le morti non sono state numerose per un terremoto di tale intensità si deve al fatto che molte delle recenti costruzioni anche se difettose , prima di crollare, hanno in parte permesso l' evacuazione precipitata dalle stesse. L' intervento altamente tempestivo della Protezione Civile, dei Pompieri, dei volontari, militari ecc.ecc. ha anche permesso che il numero delle vittime non fosse maggiore.

Ciò che mi ha colpito e mi ha portato a delle riflessioni forse da me stesso insperate è stato prima di tutto il civilissimo comportamento degli abbruzzesi davanti a tale immane tragedia ed il solidale appoggio e reazione da parte di tutti gli Italiani, Governo compreso senza distinzione di orientamenti politici, che si sono, all' unisono ed immediatamente, resi solidali per aiutare in qualsiasi forma i loro fratelli.
Ho l'impressione che si è aperto un nuovo capitolo nella Storia della nostra Repubblica che ha reso piú compatto il senso della nostra Italianità sempre corroso da un forte regionalismo. Forse anch' io, per aver vissuto la maggior parte della mia vita come emigrato, ne ero affetto e devo riconoscere che ho cominciato ad apprezzare le capacità ed i valori di tanti nostri connazionali principalmente del nostro entroterra centro-meridionale proprio vivendo all' estero. Mi hanno colpito in sommo grado la loro laboriosità, la loro unione familiare, l' attaccamento alle loro usanze, la loro tenacia dinnanzi agli ostacoli, la loro civile rassegnazione davanti all' impossibile. Ed ho visto proprio tutte queste qualitá riflesse nel volto dolente dei tanti abbruzzesi che oggi piangono i loro morti e le loro disgrazie.
Proprio vedendo la compattezza dei loro sentimenti per l' amore di quella terra che eppure li ha cosi fortemente scossi, la loro civile accettazione per tale fatidico evento, il loro enorme desiderio e volontà per continuare le loro vite nella stessa forma tramandatagli dai loro padri e vedendo anche la spontanea ed umana reazione da parte di tutte le altre regioni unendomi al loro dolore non posso che sentirmi fiero di essere Italiano.

Spero che questo triste episodio faccia ragionare profondamente le nostre autorità e che seriamente e definitivamente siano prese quelle misure necessarie, se non a eliminare ma per lo meno a ridurre, i rischi che tali imprevedibili calamità causano alla popolazione.
L' Italia, purtroppo, è quasi tutta un Paese soggetto al rischio sismico e come tale deve adeguarsi per fronteggiare tali fenomeni naturali. La priorità va naturalmente alle costruzioni ed in primo luogo e subito alla ricerca dei colpevoli di quelle malamente costruite.

C'è un principio economico.(mi sembra che si chiami la parete di Kahn o qualcosa del genere) in base al quale per riattivare una economia potrebbe aiutare l' erigere una parete per poi abbatterla per poi ricominciare di nuovo. Con questo sistema si muove tutta una serie di attivitá che evitano l'anchilosarsi di una Società. Un pó come quello che voleva fare Berlusconi (prima del terremoto) dando il permesso per aumentare di un 20% l' area della propria abitazione (dentro sempre certi parametri). Visto che l' Italia intera è a rischio sismico (si parla di non so quanto milioni di edifici) il controllo ed eventuale rinforzo di queste costruzioni (nonché l' abbattimento di quelle considerate a forte rischio) potrebbe essere il vero leit motif di questa immane opera.
E l' Italia ha sia le risorse tecniche come umane per intraprendere questa nuova fase della nostra economia. Credo che nel campo dell' edilizia antisismica come anche in quello del monitoraggio e prevenzione di tali calamità, siamo tra le prime nazioni , se non la prima, con progetti e soluzioni molto valide ed accettate e messe in pratica in varie parti del mondo cominciando proprio dal Giappone dove la necessità ha obbligato quella nazione a convivere con i frequenti terremoti che si verificano in quelle terre.
Il fatto che tale sisma sia avvenuto proprio nell' epoca Pasquale, quando si celebra la Resurrezione del nostro Signore, ha per me quasi un valore simbolico e vedo l' Italia come un' enorme Croce e l' Abbruzzo come il martoriato corpo deposto per poi risorgere a vita piú splendente che mai perché l' Abbruzzo in questo tragico momento ci rappresenta a tutti noi con i nostri dolori, i nostri valori, le nostre pecche, il nostro spirito di sacrifico, la nostra umanità e la nostra forza,. Spero proprio che questa nostra tragedia, che ci ha unito piú che mai, sia il punto d' inizio di una nuova era per l' Italia e per gli Italiani, che ci renda piú consapevoli dei nostri valori nazionali e piú fiducia nel nostro futuro.
La mia fiducia e la mia speranza vanno riposte nella capacità dei nostri governanti, sia di Destra che di Sinistra, nell' interpretare il giusto cammino a seguire con opportuni provvedimenti che seppano sia promuovere questo nuovo risorgimento sia eliminare gli ostacoli che si frappongono per il raggiungimento delle mete prefisse primo fra tutti la speculazione edilizia ed in particolare quella di origine mafiosa.
Enrico

 
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